IL 5G E IL CONFRONTO TECNOLOGICO CON LA CINA

In questo periodo si sta dibattendo molto della tecnologia 5G. I Cinesi sono avanti con sperimentazioni e applicazioni e alcune aziende occidentali stanno utilizzando la loro tecnologia. I governi, specie quello americano, hanno imposto uno stop alla tecnologia Cinese. I dubbi posti sono problemi di sicurezza nazionale, spionaggio da parte di altri paesi.Vediamo invece la situazione da una angolazione diversa: il riconoscimento e l’uso di scoperte scientifiche e tecnologie. Il mondo occidentale si è sviluppato e arricchito grazie alle scoperte scientifiche e tecnologiche. La scienza non si è mai posta il problema da dove vengono le scoperte scientifiche o tecnologiche. L’industria si è sempre adeguata alle innovazioni tecnologiche. Alla base di tutto c’era e c’è l’oggettività della scoperta scientifica o tecnologica. Le uniche forze che, qualche volta, si opponevano e si oppongono sono di natura ideologica: religiosa o filosofica.Il punto di riferimento geografico come centro delle ricerche e scoperte, dal Medioevo in poi, abbiamo l’Europa. Poi si sono aggiunti gli Stati Uniti che sono stati nell’ultimo secolo, e lo sono ancora, all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia. In questi ultimi anni, agli storici paesi industrializzati, si è aggiunta la Cina come paese produttore diventando, nell’arco di circa 30 anni la fabbrica del mondo. Il paese ha investito anche in tecnologia e ricerca e, con il 5G, risulta il paese con la migliore tecnologia e avanti qualche anno rispetto all’Occidente. Il rifiuto a utilizzare la tecnologia Cinese, a parte le considerazioni di sicurezza (in parte pretesto) e geopolitiche, mi porta alla valutazione storica della scelta. Per una delle prime volte nella storia, se non la prima, l’Occidente rifiuta una tecnologia all’avanguardia per questioni ideologiche. Il rischio è di avere una società non all’avanguardia per qualche anno. Il 5G è, forse, il primo grande esempio di tecnologia su larga scala dove l’Occidente non ha la supremazia: riferendoci agli ultimi secoli di storia. Possiamo immaginare ne seguiranno altre innovazioni e con cui dovremo d’ora in poi confrontarci con l’Oriente o con altre nazioni non ‘allineate’ all’ Occidente. O meglio dovremo confrontarci con sistemi politici e geopolitici diversi dove non sarà l’Occidente in prima linea con scoperte scientifiche e tecnologiche. Il rifiuto di tecnologie o scoperte scientifiche di paesi non Occidentali (comunisti o no) ci pone in una posizione quale non abbiamo mai avuta in passato. Ci opponiamo cioè a scoperte per puro spirito di supremazia che non accettiamo sia messa in secondo piano da altre nazioni. In particolare in questa posizione si trovano gli USA che si trovano spiazzati da quello che ritengono gli appartenga di diritto: la supremazia tecnologica. Ma rifiutare altre scoperte viene meno alla classica dottrina della scienza e dell’economia che ha sempre aperto le porte alle innovazioni. Si tratta quindi si oscurantismo scientifico coperto da problemi geopolitici?

Il futuro ci presenterà altri problemi di questo tipo se esaminiamo il numero di laureati in materie scientifiche SPEM (science, technology, engineering, mathematics). In riferimento all’anno 2016 abbiamo ( dato da Statista.com):

Cina 4.700.000 laureati

India 2.600.000 laureati

EU 908.000 laureati di cui 140.000 UK (Italia 62.000) – (anno 2012, dati Commissione Europea)

Stati Uniti 568.000 laureati

Russia 561.000 laureati

Iran 335.000 laureati

Indonesia 206.000 laureati

Giappone 195.000 laureati.

Ci si può aspettare quindi uno sviluppo scientifico e tecnologico, negli anni a venire, maggiore in paesi come Cina e India rispetto al consolidato sistema Occidentale.

Reagiremo sempre allo stesso modo mettendo al bando le innovazioni?

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